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Il remifentanil non è un alternativa all'epidurale

Replica giornale ai sensi dell'art. 8 della legge 8-2-1948 n. 47, sostituito dall'art. 42 della legge 416/81 Egregio Direttore, In merito all’articolo apparso sul Corriere della Sera il 18 marzo “Oppio in sala parto, il dolore scompare” a proposito dell’uso di oppioidi endovenosi per il dolore del travaglio, vorremmo rendere noto all’opinione pubblica che la comunità scientifica internazionale e quella Italiana non considerano la tecnica di parto indolore usata dall’ospedale Careggi di Firenze un’alternativa all’analgesia epidurale.

Il remifentanil è un nuovo e costoso farmaco oppioide sintetico che purtroppo ha scarsa efficacia analgesica e potenziali effetti secondari pericolosi di depressione respiratoria su mamma e soprattutto sul neonato. I risultati delle sperimentazioni internazionali su questo farmaco sono ancora controversi e non vi è alcuna raccomandazione o linea guida accreditata che ne autorizzi l’uso per le future mamme. L’esperienza fiorentina pubblicata sulla rivista Anesthesia&Analgesia è preliminare e limitata ad un piccolo numero di casi.

La stessa prestigiosa rivista americana giudicava il farmaco in questione di dubbia utilità terapeutica e non priva di effetti collaterali. Al momento gli oppiodi endovenosi possono trovare una indicazione nel travaglio di parto esclusivamente nei rarissimi casi quando la analgesia epidurale è controindicata e mi meraviglia l’approvazione clinica del suo uso su un numero così grande di donne da parte del comitato bioetico del Careggi: come è stato ottenuto il consenso informato su più di 1000 mamme per l’uso di un farmaco non approvato dal ministero per quell’uso, scarsamente o solo parzialmente efficace e potenzialmente pericoloso per il neonato? Inoltre, per motivi di sicurezza il remifentanil richiede di essere infuso sotto stretta e continua sorveglianza del medico anestesista per tutto il tempo della sua somministrazione (e quindi per tutta la durata dell’analgesia in travaglio): è stata garantita tale assistenza continua?

L’analgesia epidurale rimane la tecnica più sicura e più efficace per avere un travaglio ed un parto naturale, sereno e senza dolore e milioni di donne in molti paesi del mondo ne usufruiscono da decenni. Il Comitato Nazionale di Bioetica si è pronunciato a favore del diritto della donna a partorire senza dolore e concordemente alle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità (SNLG-ISS) indica l’analgesia epidurale come la tecnica più appropriata, più efficace e più sicura per mamma e bambino, tanto che il Ministero della Salute l’ha inserita nei livelli minimi di assistenza.

Purtroppo l’applicazione delle indicazioni ministeriali da parte delle regioni è ancora scarsa e difforme a causa dei tagli alla spesa sanitaria, ma non per questo è opportuno proporre alternative poco efficaci, ancora sperimentali, costose, e non prive di rischi per la donna ed il bambino. Ai sensi di quanto disposto dall'art. 8 della legge 8-2-1948 n. 47, sostituito dall'art. 42 della legge 416/81, le chiedo la pubblicazione di questa smentita e delle relative precisazioni. E' per noi essenziale che tale pubblicazione avvenga - a norma di legge - con il medesimo risalto, sia per collocazione che per titolazione, dell'articolo destituito di fondamento sopra citato a firma di Margherita De Bac.

Cordialmente
Prof Vito Aldo Peduto Presidente della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva
Prof Amedeo Costantini Coordinatore Sezione Culturale Medicina del Dolore
Dr Giorgio Capogna Coordinatore Anestesia ed Analgesia in Ostetricia



 

 







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